L'Associazione Giuliana Ukmar è ACCREDITATA presso la PAT
con determina n° 115 del 13.07.2007, relativamente all'ambito disciplinare
"DIDATTICA E METODOLOGIE, HANDICAP E SVANTAGGIO
DIAGNOSI E
TERAPIA PRECOCE
NELLE
PARALISI CEREBRALI INFANTILI
Corso per educatori, pediatri, medici, ginecologi, riabilitatori, fisioterapisti, insegnanti e genitori
Il dott. Mario Castagnini , neurologo riabilitatore
, da più di trent’anni attraverso studi e ricerca, propone l’efficace
metodo Vojta-Castagnini per una diagnosi e terapia precoci delle paralisi
cerebrali infantili. Su 41 bambini trattati entro il 3° e il 7° mese,
solo 7 si sono normalizzati; tutti gli altri, pur avendo ottenuto
risultati ottimali, hanno ancora bisogno di cure. Si raccomanda quindi la
diagnosi precoce da 0 a 3 mesi!
Spesso
la famiglia non riconosce una sintomatologia che attesti lo stato di
rischio addirittura prodotto da parto cesareo, gestosi, ittero neonatale,
ipoglicemie parti prematuri , dismaturi , gemellari e distotici ecc..,
pertanto è indispensabile monitorare per prevenire e curare le eventuali
patologie neonatali attraverso un’attività neuropsicomotoria appresa e
autogestita dai genitori stessi .
Il
percorso per lo sviluppo fisiologico e neuropsicomotorio necessita di
esercizi quotidiani di pochi minuti e da risultati straordinari che
garantiscono ad ogni bambino una crescita serena ed equilibrata prevenendo
sindromi neurologiche insorgenti potenziali.
Impariamo
ad osservare i comportamenti dei nostri neonati per aiutarli ad evitare
rischi gravi.
I
venerdi il dottor Castagnini riceve a Rovereto su prenotazione contattando
l`indirizzo e-mail dell`Associazione.
“Voglio
precisare subito” – spiega Mario Castagnini – “che
il mio approccio alle paralisi cerebrali infantili, si rifà con opportune
varianti ed adatti accorgimenti e modifiche al metodo proposto dal dott.
Vojta. Dipo anni di esperienza personale durante i quali ho conosciuto e
applicato principi e tecniche diversi, sono giunto all conclusione che le
proposte del dott. Vojta non contrastano quanto di valido è presente nelle
altre metodiche e nello stesso tempo portano un notevole contributo
scientifico, che si è rivelato di grande utilità alla comprensione ed alla
soluzione dei problemi esistenti nel campo della paralisi cerebrale
infantile.
L’analisi concreta dei fenomeni della
locomozione nei riguardi di un gran numero di bambini di tutte le età,
normali e con paralisi cerebrali infantili, ha condotto il dott. Vojta a
riconoscere ed applicare il principio
locomotorio come elemento fondamentale per l’esame e il trattamento
dei disturbi neuro e psico-motori.
Egli evidenziauna coerenza sistematica e regolare tra l’ontogenesi della
locomozione e la neurologia dello sviluppo. Inoltre viene indicata come
condizione indispensabile allo sviluppo neuro e psicomotorio spontaneo, la
capacità di controllare la postura. La terapia prende in considerazione le
seguenti aree:
1.attivazione globale del sistema
nervoso centrale
2.sviluppo della coordinazione
motoria
3.attivazione di schemi congeniti
o innati
4.memorizzazione del sistema
nervoso centrale degli schemi di movimento proposti.
Risulta di fondamentale importanza un
approccio terapeutico che rispetti l’evoluzione motoria del bambino. Tutti
gli schemi terapeutici rispetteranno le tappe motorie proprie di un bambino
normale (ontogenesi del comportamento umano) mediante stimoli adatti in
posture adeguate. Il bambino nasce con un patrimonio di schemi motori
fisiologici che possono essere evocati e che egli è in grado di attivare ed
usare per costruire il suo comportamento motorio. La terapia si basa sulla
possibilità di “evocazione” di questi schemi innati. La terapia è in
funzione della prevenzione. Gli stimoli utilizzati sono già presenti e
attivi nel bambino normale, l’iperstimolazione si applica nelle stesse
zone attive per il bambino normale e consiste in uno stimolo effettuato con
precise modalità entro parametri fisiologici, fino ad ottenere una risposta
locomotoria fisiologica. Gli schemi terapeutici possono essere classificati
in: schemi del rotolamento,
dello strisciamento e verticalizzanti. Il sistema nervoso centrale riceve
ripetutamente le informazioni fisiologiche che vengono immediatamente
utilizzate e memorizzate. Occorre saper somministrare stimoli adatti nella
postura adeguata per il tempo sufficiente a provocare la reazione. Le tappe
locomotorie raggiunte dal bambino hanno uno sviluppo cronologicamente
costante (variabilità di 15 giorni), il mancato sviluppo segnala una
difficoltà del bambino e questo rivela un anomalo controllo della
postura”.
Un’attenzione
particolare va data ai segnali che denotano uno stato di potenziale
anormalità. Il dott. Castagnini ne fornisce un elenco preciso:
1.Difficoltà nella suzione
2.tensione e pianto durante il cambio del pannolino
3.piantodisperato durante il
bagnetto
4.strabismo accentuato e progressivo
5.tosse frequente e non motivata
6.scarsa attenzione agli stimoli affettivi
7.scarsa iniziativa psicomotoria
8.crisi epilettiche, convulsioni
9.non dorme di notte ed è fastidioso
10.rigidità agli arti
11.tiene sempre il capo da un lato.
Il bambino neonato con problemi neuro e
psicomotori, indipendentemente da quale ne sia la causa, non riesce ad avere
spontaneamente tutte le esperienze di movimento dei bambini normali. E'
proprio questa assenza di esperienza che impedisce al sistema nervoso del
bambino di imparare a controllare i movimenti. Tecnicamente questa patologia
si chiama "paralisi cerebrale infantile". La paralisi cerebrale
puo' essere prevenuta e corretta, almeno in qualche misura. Il metodo
terapeutico e preventivo si basa in sostanza sul riproporre al bambino tutta
la serie di movimenti che fanno parte dell'apprendimento naturale.
Ricerche mediche recenti hanno dimostrato che anche una esperienza non
spontanea e non autonoma del bambino conduce a risultati analoghi a quelli
delle esperienze normali. Il metodo è perciò una fisioterapia speciale,
abbastanza semplice, da fare molto frequentemente, che fa ripercorrere al
bambino i movimenti non imparati spontaneamente. Il metodo e' perfettamente
tollerato, senza alcuna controindicazione, addirittura raccomandabile anche
per bambini sani. I risultati sono straordinari. La paralisi cerebrale
infantile è un disordine persistente, ma non immutabile della postura e del
movimento, dovuto a una lesione o ad una alterazione delle funzioni
cerebrali, che interviene prima che la crescita e la maturazione del sistema
nervoso centrale siano completate. Mario Castagnini insegna che la paralisi
infantile di solito si manifesta con:
· Tono muscolare e postura
anomali · Ritardo delle tappe motorie · Difficoltà all'alimentazione con in coordinazione bucco-oro motoria ,
lentezza dei pasti, facilità alla tosse e al vomito · Strabismo · "Paure" quando viene manipolato · Pianto e agitazione nel fare il bagnetto · Sonno agitato e inversione ritmo sonno-veglia
Oltre a queste manifestazioni che possono essere già evidenti nella
primissima infanzia, spesso nel bambino cerebroleso sono presenti anche
altri problemi che riflettono il danno cerebrale: · Disturbi di apprendimento con deficit mentale più o meno grave · Strabismo, altri problemi visivi · Problemi uditivi vari · Epilessia · Disturbi del comportamento · Disturbi della parola e del linguaggio · e/o di disturbi di apprendimento.
Il 95% dei bambini con paralisi cerebrali infantili hanno nella loro storia
alcune condizioni tra cui:
1.parti gemellari
2.neonati con crisi convulsive
3.parti prematuri
4.iperbilirubinemia a rischio e
ittero neonatale grave
5.parti dismaturi
6.crisi ipoglicemiche ed
ipocalcemiche con segni neurologici
7.indice di Apgar <3 al 1' min
e <7 al 5' min
8.parti da madri diabetiche
9.parti da madri con gestosi
10. parti distocici (forcipe -
ventosa - TC)
11. parti con liquido amniotico
tinto
neonati con infezioni in atto
12. parti dismaturi
13.crisi ipoglicemiche ed
ipocalcemiche con segni neurologici
14. indice di Apgar <3 al 1' min
e <7 al 5' min
15. parti da madri diabetiche
16. parti da madri con gestosi
17. parti distocici (forcipe -
ventosa - TC)
18. parti con liquido amniotico
tinto
19. neonati
con infezioni in atto possibile.
Proponiamo
una statistica circa alcuni risultati ottenuti dal dott. Castagnini:
Soltanto 41 sono giunti entro il terzo mese
Di questi 39 si sono normalizzati
più del 95%
70 tra il 4° e 7° mese
isolo il 10% si è normalizzato
La maggior parte
dei trattamenti
inizia oltre il 7° mese,
non garantisce una piena possibilità di recupero
Il
lettore si renderà conto dell’assoluta utilità dell’esperienza
diagnostica precoce e riabilitativa attuata
Le
modalità accennate e dell’urgenza di una loro divulgazione a tutti gli
operatori del settore. Mario Castagnini è autore del libro “I disturbi dello sviluppo neuro
e psicomotorio del bambino – Diagnosi e terapia” edito dalla
Tipolitografia don Calabrio Verona 2002 dedicato alla memoria di don
Giovanni Calabria che nella sua umile, schietta e semplice coerenza seppe
applicare alla sua vita la regola evangelica senza commenti né correzioni.
Breve
curriculum del dott. Castagnini.
Maturità
Classica all’ Istituto Maffei di Verona.
Studi
Universitari effettuati all’Universitàdegli Studi di Milano.
Tirocinio come Interno all’Istituto di Farmacologia dell’Università
degli Studi di Milano, per 18 mesi, in preparazione Tesi di Laurea
Sperimentale.